Intervista

Alberto Spinelli Responsabile Logistica LATTERIA SORESINA

 

 

 

Quanto è importante una corretta previsione della domanda per il punto vendita?

Riuscire a prevedere ciò che i nostri clienti desidereranno trovare, per soddisfare i propri bisogni, è importante per tutta la supply chain. Il punto vendita del retail è la punta dell’iceberg, è l’ultimo anello della catena del valore che inizia da molto prima. Come responsabile logistica di una azienda di produzione del settore alimentare fresco, posso affermare che le scelte del consumatore influiscono a partire dall’approvvigionamento delle materie prime e alla loro destinazione all’interno dei siti produttivi.

La supply chain è una catena di anelli interdipendenti, nella quale ad ogni passaggio, ogni funzione è cliente e fornitore di quella successiva.

Le macro funzioni, acquisti, produzione, logistica e commerciale, hanno due strade per soddisfare le richieste: inseguire gli ordini della funzione più a valle o prevederne la domanda. Io prediligo la seconda, specialmente ora che il retail evita di lavorare con scorte proprie e predilige la ventilazione diretta verso i punti vendita con lead time, ordine-consegna, sempre più ravvicinate.

Però pianificare la domanda non è facile, non basta analizzare i dati storici, ma bisogna essere bravi ad individuare tutte quelle variabili che possono influire sulle scelte dei consumatori, ultimo anello della catena e, direi, motore che la fa muovere. Quindi, stagionalità, festività, meteo, promozioni, attività di marketing, nuovi prodotti e, novità del 2020, decreti legislativi ed emotività.

Delle ultime due variabili, strettamente correlate all’emergenza covid, l’emotività credo che resterà e debba essere motivo di analisi avendo influenzato in modo importante gli acquisti.

Prevedere la domanda consente di abbassare le scorte di sicurezza e di contenere il rischio di stock-out, contenendo i costi e rendendo tutta la supply chain affidabile.

 

Come cambia il ruolo della Logistica in un mercato dove l’Omnicanalità è fondamentale?

Sicuramente nel tempo la logistica è, via via, diventata sempre più centrale nel dare le risposte alle nuove domande di distribuzione con lo scopo di soddisfare i nuovi bisogni di consumo.

È già da qualche anno che il tema dell’Omnicanalità è oggetto di valutazione e discussione, sia nel mondo retail che produttivo ma senza, escluse poche eccezioni, aver “sfondato”. Direi che ancora oggi molte realtà si possono definire specialisti di canale ( Retail , HORECA, E-commerce).

Probabilmente la mia lettura non è corretta, ma ciò che abbiamo visto negli ultimi mesi, a causa dell’emergenza sanitaria, avvalla la mia tesi.

La chiusura del canale HORECA ha mandato in crisi tutto un comparto produttivo e distributivo che basava principalmente il suo business sulle vendite di quel canale. Per contro ne hanno “beneficiato” quelle aziende che hanno la propria rete produttiva e distributiva verso il canale Retail.

Già da questa prima analisi direi che ogni azienda, sia essa di produzione o di distribuzione, debba bilanciare meglio i due canali al suo interno.

La vera opportunità però è stata la crescita a tre cifre percentuali del canale e-commerce, in tutte le sue declinazioni (express , spesa a casa, click & collect). Molte aziende della distribuzione e della produzione si sono chieste come poter cogliere questa opportunità ed alcune, pur improvvisando, si sono spinte in questo canale dove gli specialisti non erano più in grado di coprire totalmente la domanda.

In tutto questo la logistica è fondamentale per garantire il servizio al giusto costo in ogni canale commerciale ma può diventare essa stessa business, essendo la consegna presso il consumatore il vero plus. Questo cambiamento di visione, non più solo centro di costo ma fonte di fatturato, aumenterà il valore e la responsabilità della Logistica all’interno della supply chain.

 

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