Intervista:

Paolo Malucelli  Managing & Sales Director ATHENA RETAIL

 

 

 

2020: quali sono gli aspetti che minano il modello tradizionale di retail?

Il modello tradizionale è in difficoltà per l’arrivo di nuove forme di retail come, ad esempio, il canale discount o l’online; il consumatore ha molteplici possibilità di scelta nel fare acquisti e sceglierà quelle che meglio soddisfano le sue esigenze economiche e pratiche.

Un fattore fondamentale in tutto ciò è la rapida evoluzione tecnologica, sia lato consumer che organizzativo.

Rispetto a venti anni fa acquistare online è diventato molto più facile e la gestione delle attività del punto vendita in termini di ordini online, richiede un affinamento continuo delle procedure aziendali.

Gli strumenti informatici diventano dei facilitatori ed esercitano un ruolo funzionale al cambiamento.

I retailer tradizionali devono, ora più che mai, saper cogliere le inefficienze della loro supply chain e capire come mettervi riparo. Non basta dotarsi di un sistema automatizzato di riordino o di gestione del Ce.Di.; l’efficienza dei processi di distribuzione della merce dipende da una corretta conoscenza della rete di vendita e dalla gestione degli spazi a scaffale.

Se il retailer, nel definire l’allocazione dell’assortimento di una categoria, non tiene conto delle specificità dei punti vendita in termini di spazio, comunicherà al sistema di riordino informazioni che sono una media calcolata su più punti vendita, con inevitabili ricadute negative: rotture di stock di prodotti altovendenti o, nel caso di prodotti deperibili, lo spreco di merce se il prodotto sia rifornito troppo rispetto all’effettiva domanda.

Inoltre, non conoscere la disposizione delle categorie impedisce l’assemblaggio di un pallet formato da prodotti da scaricare nella stessa corsia, che permetta al punto vendita di rendere più efficiente il riapprovvigionamento a scaffale.

Utilizzare sistemi avanzati di Category Management permette di mitigare tali problemi, e Athena supporta ogni giorno i retailer nell’efficientare i processi di Category Management.

 

Quali sono le criticità derivanti dall’assenza di planogrammi di punto vendita?  

Si sta facendo largo un approccio volto all’adeguamento costante dell’assortimento, che sostituisce le tradizionali revisioni assortimentali; esso nasce dalla necessità di mantenere un continuo allineamento tra i bisogni dei consumatori e la presenza a scaffale dell’assortimento più idoneo a soddisfarli. Questo approccio richiede che Il retailer sappia valorizzare il suo asset principale, lo spazio, facendosi supportare dai fornitori dotati di una migliore conoscenza delle singole categorie.

Il planogramma generico non ha un livello di dettaglio sufficiente in termini di assortimento, di performance dei prodotti e di mobilio caratteristici del punto vendita; finisce quindi per essere inadeguato, sia in termini di disposizione delle categorie che di prodotti sullo scaffale.

Pensate ai prodotti locali: solitamente vendono a prescindere da dove sono allocati; ma se l’addetto non conosce il loro corretto posizionamento, oltre a perdere tempo, tenderà a ridurre lo spazio che la sede ha assegnato ad altri prodotti pur di riuscire a posizionarli a scaffale, danneggiando la marginalità dell’intera categoria.

Problemi come la stampa delle etichette cartacee e la loro disposizione a scaffale, poi, non fanno altro che orientare la gestione delle revisioni verso processi più frequenti e meno disruptive.

In breve, improvvisare l’adattamento di un planogramma generico genera inefficienze. L’esecuzione ottimale nei punti vendita delle decisioni assortimentali ed espositive che vengono prese in sede richiede quindi che agli addetti siano ben informati circa l’allocazione dei prodotti; ed è molto importante anche riuscire ad avere i feedback dei punti vendita in merito all’applicazione di tali decisioni, in modo da poter analizzare, anche punto vendita per punto vendita, le efficienze o le inefficienze generate.

Athena, con la sua conoscenza pluridecennale dei sistemi di Category Management di BlueYonder, facilita la comunicazione bidirezionale tra sede e punto vendita.

 

Se l’e-commerce rappresenta una tendenza da non ignorare, le soluzioni di Category Management come possono supportare i retailer in questa nuova sfida?

Gestire in maniera efficiente gli acquisti effettuati online dal consumatore rappresenta un nodo cruciale per la crescita dei retailer che gestiscono gli ordini sul punto vendita. Una volta ricevuto l’ordine, il personale del punto vendita provvede a recuperare i prodotti e spedirli al consumatore (delivery at home) oppure a metterli a disposizione del cliente ritirare la spesa in negozio (click-and-collect).

Soffermiamoci un istante sull’attività di recupero dei prodotti (in-store picking): considerando che spesso il punto vendita non addebita un extra al cliente per aver fatto la spesa al suo posto, si deduce facilmente che l’in-store picking è un’attività intrinsecamente in perdita. Bisogna, dunque, rendere il processo meno gravoso possibile.

E’ estremamente importante che il sistema di in-store picking conosca, per ogni referenza, il suo posizionamento (reparto, corsia, modulo, ripiano, posizione sul ripiano) per calcolare il percorso ottimale di recupero dei prodotti presenti nell’ordine.

Tali informazioni sono disponibili, costantemente aggiornate, nei sistemi di Category Management; e la sostituzione di planogrammi generici con planogrammi di punto vendita fa sì che tali informazioni siano estremamente accurate.

Ancora una volta è importante sottolineare la centralità dei processi di gestione degli spazi di categoria e di punto vendita: mentre in passato tali processi erano marginali e scarsamente integrati con il resto dell’azienda dal punto di vista informatico, oggi non è più così.

Integrazione e automazione consentono il superamento dei problemi che tradizionalmente affliggono le aziende in cui gli assortimenti non dialogano con i planogrammi, e questi a loro volta non dialogano con le planimetrie, portando ad assortimenti eccessivi per lo spazio disponibile e profilazioni errate dei punti vendita.

Athena aiuta i retailer a costruire cultura aziendale e ad abbandonare le vecchie abitudini, per ottenere crescita e profitti in modo sostenibile.

 

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